Mauro Bubbico

cover insigne h

INSIGNE
analisi e mappatura per una riscoperta delle lettere urbane in Italia
Guido Dal Prà, Davide Eucalipto, Gaja Lanfranchi, Beatrice Schena

Isia Urbino, Corso di Diploma accademico di secondo livello
Grafica dei Sistemi
2° livello anno specialistica Editoria 2014–15
Corso Progettazione grafica
Docente Mauro Bubbico, tutor Gianluca Sandrone

behance.net/gallery/31235011/Insigne


Insigne was the title of the census of the urban lettering and historical shop signs, collected in a book. Designed in 2015 by Guido Dal Prà, Davide Eucalipto, Gaja Lanfranchi, Beatrice Schena. The survey concerned the cities of Vicenza, Torino, Palermo and Faenza. The project, beyond to resume the state of the art, included the design of a font, called Insigne, inspired by the whole research.

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Celebrazioni del terzo centenario della nascita di Carlo Goldoni
Concorso per la realizzazione del marchio e del manifesto, Regione Veneto, 2007

Teatro e grafica, Carlo Goldoni (1707-1793) e Gianbattista Bodoni (1740-1813).
Entrambi, pur se in periodi leggermente sfalsati, sono stati fautori di una rivoluzione.
Goldoni, il grande innovatore della commedia dell'arte, ha inventato la figura dello scrittore di teatro, del regista. È stato teorico della scena e uomo della storia, è stato uno dei nostri massimi scrittori teatrali.
Bodoni è stato uno dei più importanti incisori di caratteri. Con le sue eleganti tipografie e il suo Bodoni, carattere raffinato e rigoroso dai tagli netti, ha operato una vera rivoluzione gettando le basi per la nascita della tipografia moderna.
Cucina Bodoni è un carattere digitale di fregi e decori bodoniani miscelati a: icone di torte (per un buon compleanno che si rispetti), fiocchi (l'annuncio di una nascita), figure d'ombra (il teatro), glifi e piccole illustrazioni ispirate alle Mémoires di Carlo Goldoni. Ingredienti che, "cotti" in rapporti dimensionali diversi, sono stati la base per costruire i due poster: ricreare il cosmo meraviglioso di Goldoni, il mondo che ruota intorno a lui con le sue gioie e le sue asprezze, i suoi interpreti, i costumi e le scenografie attraverso le quali ha scelto di raccontare il mondo.

b goldoni

 

goldoni doppia pagina

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Febbraio. Carnevale montese 2013, manifesto 50x70

La sfilata dei carri allegorici in cartapesta è una tradizione antica che caratterizza la seconda parte della festa del Carnevalone montese.
Questa figura (marionetta) bifronte (uomo-donna) cavalca il “cignale”. L’uso di etichettare una persona con l’epiteto di cinghiale per dire rozzo contadino ricorda “il Capo” Franceschino Zaccaro, che fu noto personaggio del paese legato al folclore locale. Per molti anni, per mantenere viva la tradizione, egli importò per la sfilata di carnevale i carri dismessi dal più importante carnevale di Putignano. Grazie agli sforzi del Capo, da alcuni anni una generazione di giovani crea le proprie allegorie e le fabbrica sul posto.

In Basilicata beetween the end of January and the beginning of February the Carnival assumes different forms: the Cowbells of San Mauro Forte; the transhumants in Tricarico; the “Carnevalone” in Montescaglioso; the Horned Masks of Aliano; the Hermit in Satriano; the chained Bear of Teana. The circle of the time, the transhumance, the cycle of the Nature and Agriculture, the rites of the Fertility of the Earth, the power of the Nature and the dark forces of the forest, evoked in a series of ancestral rituals, reiterated for centuries.

stanza soprannomi home

 

soprannomi04 spalle

 

soprannomi03

LA STANZA DEI SOPRANNOMI
Il paese dei libri
Montescaglioso, agosto 2016, installazione

I soprannomi contadini condensano nel giro di un’immagine un episodio saliente della biografia personale o un tratto fisico o un aspetto del carattere, e per questa loro risoluzione fantastica dei fatti dell’esistenza sfiorano talora la poesia.
— Ernesto De Martino

Nell’accezione moderna, con soprannome s’intende un elemento onomastico aggiunto al nome personale (antroponimi; cognomi). Può essere riferito a un individuo o a una famiglia intera; in determinati ambienti può sostituire il vero nome e cognome. Non sono rari i casi di persone che possiedono più di un soprannome, per es. quello ereditato per via paterna e quello per via materna nonché un soprannome individuale. (Dizionario Treccani)
Attraverso l’origine di circa 600 soprannomi sarà possibile risalire ad aneddoti e piccole storie legate alla genesi delle famiglie della comunità montese e alla fantasia popolare. Una stanza sarà invasa dai soprannomi dialettali, su di un tavolo si raccoglieranno altri soprannomi e aneddoti legati ad essi suggeriti dai visitatori.

The room of nicknames
In the farming community, the nicknames condense in one image a salient episode of the personal life, a physical characteristic or an aspect of the personality, and by means of this fantastic resolution of the facts of life, they touch sometimes the Poetry (E. De Martino). Through the origin of about 600 nicknames it was possible to reconstruct anecdotes and small tales related to the folk imaginary and specifically to the origin of the families of the community of Montescaglioso. One room will be invaded by dialectal nicknames; other nicknames and related anecdotes suggested by the visitors will be collected on a table.

 

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"Se vuoi fare il pittore devi guardare la gente nostra, a quella dei nostri paesi".
Un consiglio che, a quanto pare, Luigi Guerricchio non si fece ripetere due volte.
Queste parole preziose gli furono regalate da Rocco Scotellaro in una lettera del 1952, a Portici, pochi mesi prima che il poeta di Tricarico si spegnesse alla giovane età di trent'anni.

Luigi Guerricchio, Cavalieri della Bruna (xilografia) e Lo struscio della Bruna (acquaforte), 1985.

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intrecci 670

INTRECCI
Luca Napoli, Elisa Altan, Egle Vitkute

Isia Urbino
Fotografie di Pierangelo Laterza
Prof. Mauro Bubbico
Novembre 2015

cargocollective.com/pierangelolaterza/Intrecci-il-libro

pattern copertine

PATTERN. ELOGIO DELL'ORDINE
Le navi da guerra, William Morris e i sedili degli autobus.
Cecilia Negri

Isia Urbino, Diploma accademico di secondo livello
Grafica dei sistemi
Relatore Mauro Bubbico
Anno accademico 2016-17

behance.net/gallery/52704306/Pattern-Praise-of-the-order

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peppino impastato

 

don tonino

 

L’associazione Falcone Borsellino di Montescaglioso fu fondata nel 1994, alla fine di un periodo buio della vita della comunità montese. Nata dalla volontà di comuni cittadini e piccoli imprenditori, vittime della violenza del racket dell’estorsione, annovera tra i suoi principali compiti l’educazione alla legalità delle giovani generazioni. Questo l’intento delle pagine del calendario, dedicate alle vittime di mafia e proposte nello stile delle cartine di arance a colori sgargianti, con scene ispirate alla pubblicità delle grandi marche o alle réclame da circo, con cui si avvolgevano le arance come caramelle. Il progetto sfrutta gli stilemi di questo immaginario popolare al fine di sensibilizzare le persone su un tema sociale: la lotta alla mafia, una spa che fattura 135 miliardi di euro all’anno, un’azienda che non va mai in crisi, la causa principale del mancato sviluppo del Sud.

The Falcone Borsellino association of Montescaglioso has been founded in 1994, at the end of a dark period in the life of the local community, raised from the will of common citizens and small businessmen, victims of the violence of the extortion racket. One of the main purposes of the association is to educate the youth to the legality. This is the intention of the pages of the calendar, dedicated to the victims of the mafia and presented in the style of the oranges wrappers, brightly colored with scenes inspired by the ads of the major brands and the circus publicity, making the oranges as candies. The project makes use of the features of this popular imagination with the aim of making people aware about a social theme: the fight to mafia, a corporation with revenues of 130 billions per year, a company that does not go into crisis, the main cause of the lack of development of the South of Italy.

antiracket2013

 

calamandrei

 

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cover circo

 

IL GEMELLO GENTILE DELLA RIVOLUZIONE
Rivalutazione critica dell'affissione circense
Gianluca Sandrone

Isia Urbino, Diploma accademico di secondo livello
Grafica dei Sistemi
Relatore Mauro Bubbico
Anno 2014

www.gianlucasandrone.com

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NEXT HOPENING
Progetto di riallestimento e comunicazione museo Palazzo Lanfranchi
Gianluca Sandrone, Michele Bozzi, Marika Mastrandrea, Giulio Cescobolla

Isia Urbino, Corso di Diploma accademico di secondo livello
Grafica dei Sistemi
2° anno specialistica Editoria 2013–14
Corso Progettazione grafica
Docente Mauro Bubbico

 

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VENTAGLI DEVOZIONALI PER QUANDO IL SOLE SPACCA LE CORNA

Nei mesi estivi, quando il sole spacca le corna, alle feste patronali dei nostri piccoli paesi meridionali con la grande calura l'unico modo per allontanare l'afa estiva è comprarsi un ventaglio devozionale. È un caratteristico oggetto di devozione che, oltre a onorare il Santo patrono, o la Madonna, ha anche una funzione di utilità pratica durante l’affocata stagione.
La banderuola reca sulle due facciate l’effigie del santo o della santa alla devozione dei quali il ventaglio è dedicato. Entrambe le icone vengono bordate con una riquadratura di carta colorata e variamente decorata, ricavata da scarti di fogli a stampa o di carta da pacchi, che, incollata con cura, fa da vivace cornice alle immagini. Ricoperta della stessa carta a colori è la bacchetta che sostiene il cartone e che serve principalmente – com’è facile immaginare – a imprimere, con lieve mossa della mano, il movimento che consentirà al possessore di questa specie di ventola il refrigerio di un po’ di aria ristoratrice durante le torride giornate dell’estate meridionale.
Le figure che illustrano i ventagli sono la riproduzione di incisioni, leggermente imprecise, ristampate in risograph, immagini semplici, rudimentali, da cui traspare una semplicità di concezione che non lascia indifferenti. Queste stampe a tono unico (inchiostro nero sul fondo della carta) sono figurazioni della tradizione che il popolo ha imparato ad amare e venerare in quanto sono in grado di parlare direttamente al cuore e all’anima.
Il ventaglio di devozione, grazie ad alcuni artigiani locali, è sopravissuto alla modernità imperante ed esiste ancora ai nostri giorni. Nel Salento soprattutto, e ora anche in Basilicata, in occasione di importanti festività i ventagli vengono esposti sulle bancarelle insieme ad altre chincaglierie. Resta comunque un oggetto di devozione molto piacevole, unico nel suo genere.

 

vetrina verticale

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mostra foto


Gravina in Puglia, grande centro della provincia di Bari, è una città situata geograficamente all’origine del fiume Gravina, lo stesso su cui sono sorti i Sassi di Matera. Con una serie di progetti ho avuto l’opportunità di realizzare a Gravina in Puglia un esperimento di comunicazione pubblica che ha riguardato il re-design dell’identità visiva comunale e la cura della comunicazione visiva.

Gravina in Puglia, a big municipality in the province of Bari, is placed at the source of the Gravina River, the same on which Sassi di Matera have arisen. With a series of projects, I have had the possibility to realize in Gravina in Puglia an experiment of communication concerning the re-design of the municipal visual identity and the visual communication.

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Poster dedicato a San Bernardino da Siena
patrono dei grafici e dei pubblicitari realizzato in occasione dei 70 anni di Aiap e dell'evento Aiap DX 2015 svoltosi dal 4 all'8 novembre a Milano.

Il poster, stampato dalle Arti Grafiche Baratelli su carte Cordenons Malmero, è disponibile in 4 versioni con inchiostro oro.
San Bernardino da Siena fu nella prima metà del Quattrocento un instancabile predicatore, dal linguaggio forbito e contribuì a spronare il rinnovamento della Chiesa cattolica e del movimento francescano. Si ritiene che grazie a lui il monogramma (o Cristogramma) JHS sia entrato nell'uso iconografico comune e sia divenuto familiare alla gente. Inoltre non mancò di attenzione agli aspetti pratici della vita dei fedeli, con un'analisi innovativa e decisamente moderna in particolare sulla figura dell'imprenditore. Il quale, per essere onesto, deve attenersi alle quattro virtù di efficienza, responsabilità, laboriosità e assunzione del rischio. Morì il 20 maggio del 1444, giorno in cui ricorre ancora oggi la memoria liturgica. Il 19 ottobre 1956, con la "Laudativa nuntia" di Pio XII, San Bernardino da Siena viene proclamato patrono dei grafici e dei pubblicitari. Le pratiche che portarono a tale proclamazione furono avviate nel 1954 dalla FIP (la Federazione italiana della Pubblicità di cui Aiap era membro) nella persona dell'allora direttore Lorenzo Manconi e condotte a termine dal delegato FIP dell'Emilia Romagna Fosco Marranci.

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Sassi di Matera, Mimmo Castellano, 1964

 

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Archivio Mauro Padula

 

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NO NUKE NEO DUX
Campagna referendaria per fermare il nucleare
Progetto personale, 2011

Il manifesto esposto alla Triennale di Milano Design Museum, quinta edizione.
TDM 5: Grafica italiana
14 aprile 2012 - 24 febbraio 2013
Curatori scientifici: Giorgio Camuffo, Mario Pazza, Carlo Vinti
Nella prima idea di allestimento il manifesto sarebbe dovuto essere accostato per "somiglianza formale" al manifesto per il plebiscito del 1934 di Xanti Schawinski, ma le ardue difficoltà per reperirlo costrinsero i curatori a presentarlo con Albe Steiner e Renato Guttuso / L​​uciano Prati.

Referendum campaign to stop the Nuclear
The Berlusconi's portrait is composed by the symbols of "radiation hazard" with trefoil shape, in order to express the net refusal of the Nuclear. The wordplay NO Nuke, NO Neo Dux expresses the double rejection of the government environmental choices and its policies in general.

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Alexander "Xanti" Schawinski, manifesto per il plebiscito del 1934

 

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VERO LUCANO
Consorzio degli artigiani del Pane di Matera

Il significato principale del marchio Vero Lucano è riferito al concetto di filiera corta. Tutti i valori del pane, prodotto artigianale fortemente identitario, sono descritti attraverso la rappresentazione dei valori della coppia e quindi della famiglia. In questo caso il riferimento è soprattutto al ciclo produttivo che vede l’uomo seminare, coltivare e raccogliere il grano e la donna con la farina lavorare il pane e cuocerlo.

Consortium of bread makers of Matera
The principal meaning of the Vero Lucano brand is referred to the concept of short distribution chain. All the worth of the bread, artisanal product and symbol of identity, is described through the representation of the values of the couple and so the family. In this case the reference is in particular to the production cycle: the Man seeding, then growing and gathering the wheat and the Woman kneading the dough and baking it.

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FEEDING THE PLANET, ENERGY FOR LIFE
Expo Milan 2015

The participation of the Republic of San Marino to the Expo Milan 2015, has been celebrated with the philatelic emission Feeding the Planet, Energy for Life, a piece of paper with three stamps with evocative and symbolic tones. The paper shows three characters representing the work of the artisan, the sun and the earth, essential pieces in the miracle of Life. In the first one there are the grapes and so the wine, in the second one, an Olive Tree branch to celebrate the olive oil, in the third one, three ears of wheat

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future archeologie calendario anim

Future Archeologie
I prossimi dodici mesi già trascorsi
Mario Piazza

Gli utensili bruciati le croste / di fumo delle padelle / dei treppiedi la foglia fritta / i peperoni le budella / il tegamino per un uovo / le cuccume le molle / per i tizzoni.
Questo potrebbe essere un primo elenco degli ingredienti.
Maschere scaccia-malocchio / pennacchi e candide zuppiere / ricalchi di vecchie fotografie / cuori e ingranaggi / le giostre / le criniere le gabbie / per gli uccelli.
E questo un secondo elenco degli ingredienti.
Ma ingredienti per fare cosa? Per proiettare nel futuro cose già lette o viste nel passato. Per incominciare ad apprendere come si ricorderà nel futuro. Sono elenchi di visioni. Sono le archeologie che incontreremo nell'avvenire.
Le prime le ha montate fermandole sulla pagina, Leonardo Sinisgalli nella poesia Memoria tratta dalla raccolta “Il passero e il lebbroso” (1962-1970): una descrizione palpitante, eppure analitica che illumina un dettaglio e ricrea un ambiente, un momento di vita, un tempo.
Le seconde le ha montate e ri-confezionate Mauro Bubbico prelevandole dai depositi della produzione grafica per la sua città e le sue terre. Sono riletture di frammenti di tradizioni, sono ritagli di curiosità visive vicine a casa o lontane nella storia, sono fuochi accesi di sentimenti insopprimibili.
Se le prime, all'apparenza, le visualizziamo quasi monocrome, ma avvolgenti come se il fumo di un focolare rendesse indistinti i contorni e opacizzasse la luce. Le seconde ci abbagliano per l'esuberanza delle tinte, anche il nero brilla. Vogliono riemergere con una sorta di ebbrezza esaltata e liberatoria. Ci infuocano.
Le prime e le seconde devono essere però inseperabili per generare le future archeologie, che altro non sono con parole di Sinisgalli il riflesso di “una simbiosi tra intelletto e istinto, tra ragione e passione, tra reale e immaginario”.

 

 

piccole storie carattere copertina

PICCOLE STORIE DI CARATTERE
Cecilia Cappelli, Elena Guglielmotti, Agnese Tamburrini, Alessandra Tranchina
Fotografie di Mattia Parodi

Isia Urbino, Corso di Diploma accademico di secondo livello
Grafica dei Sistemi
2° livello anno specialistica Editoria 2015–16
Corso Progettazione grafica
Docente Mauro Bubbico

www.behance.net/gallery/43702601/Piccole-storie-di-carattere

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CONZA DELLA CAMPANIA
Simona Gallo, Roberto Arista

Isia Urbino, Corso di Diploma accademico di secondo livello
Grafica dei Sistemi
2° anno specialistica Editoria 2012–13
Corso Progettazione grafica
Docente Mauro Bubbico

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I LIBRETTI DEL CALIBANO
Autoproduzione, ricerca personale, 2017
Calibano booklets n.1: Song of the Rabata (Rocco Scotellaro)
Calibano booklets n.2: Song Redemption Songs (Bob Marley)

I libretti del Calibano, ispirati ai libretti di Mal’Aria di Arrigo Buggiani, sono una rivista popolaresca stampata in formato A4 su carta di risulta e piegata a croce.
Composti a mosaico con testi e immagini, sono stampati in risograph su frammenti di fogli ricavati da poster personali prestampati.

“The Calibano booklets”, inspired to the “Mal'Aria booklets” by Arrigo Buggiani, are a series of folksy magazines printed in A4 format on recycled paper cross-folded. Composed as a patchwork with texts and images, they are printed by means of Risograph on fragments of papers recovered from personal preprinted posters: We are the Mother of the Beauty, we are not weed but the Future of Humanity.

rabata aperto

 

redemption song aperta

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INTORNO AI VIAGGI IN LUCANIA DI ERNESTO DI MARTINO
Matera 23 dicembre 2015 / 27 Marzo 2016, Museo di Palazzo Lanfranchi
Ritratto di una Ernesto De Martino da una foto di gruppo di Franco Pinna. Basilicata, 1952

MUSEO PER UN GIORNO
Matera, quartiere Serra Venerdì, 6 febbraio 2016
Committente: Polo museale regionale della Basilicata. Fotografie di Peppino Maino

PASQUA LUCANA. L'ARTE TI RICHIAMA
Matera, marzo 2016
Committente: Polo museale regionale della Basilicata

 

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1 poster pasolini

 

3 poster pasolini

 

copertina libro garzanti

2 poster pasolini

 

4 manifesto ppp udine

 

PIER PAOLO PASOLINI. IL VANGELO SECONDO MATTEO 50 ANNI DOPO
Museo di Palazzo Lanfranchi, Matera
2015, mostra

Nel 1965 Pierpaolo Pasolini scelse i Sassi di Matera come location per girare il suo film sulla storia di Cristo. A distanza di 50 anni si è voluto ricordare Pasolini con una grande mostra sulle vicende che lo portarono a realizzare quel film e sul rapporto con Matera e la vita culturale dell’epoca.

In 1965 Pier Paolo Pasolini chose the Sassi of Matera as location to shoot his movie about Christ. Fifty years later, Pasolini has been recalled through a big exposition about the circumstances had brought him to realize that movie and about his relationship with Matera and the cultural life of the time.

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LA BENEDIZIONE DEI CAMPI

Vòffele, intreccio di spighe di grano
di Angelo Loglisci, Gravina in Puglia
Fotografie di Pierangelo Laterza
 
Come Christus patiens risorge in Christus triumphans così i chicchi di grano, disseminati e morti nella terra gelida e infertile invernale, ritornano in vita nel rigoglio della terra calda e fertile primaverile. Alla passione e alla resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo rispondono la “passione” e la resurrezione del grano: lo spirito divino e lo spirito vegetale si fanno nutrimento, dell’anima e del corpo, dell’umanità.
La festa del Crocifisso e della benedizione dei campi affonda le proprie radici nell’evidenza del rito magico-sacrale della beneaugurante ciclicità morte-vita. Il contadino gravinese alla fine della mietitura sottraeva all’ultimo covone un ciuffo di spighe lo tagliava negli steli fino ad una lunghezza di 20-30 cm, lo legava con spago o del nastro e, ritornato a casa, lo affiggeva quindi sulla porta d’ingresso della sua dimora o presso una sagra effigie o nella stalla. Questo mazzetto di spighe è chiamato nel dialetto gravinese Vòffele.

– prof. Francesco Laiso

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urban cornicello

san michele poster bianco

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Gravina in Puglia, festa in onore del Santo patrono
Manifesto 

Quis ut Deus? (Chi è come Dio?)
La frase risale alla cosmogonia cristiana ed è attribuita all'arcangelo Michele, che la pronunciò incitando le milizie angeliche a cacciare dal cielo Lucifero poiché aveva osato mettere in discussione il potere di Dio. Il nome Michele deriva dall’ebraico “Mi ka el”, che vuol dire appunto “Chi come Dio". 

La fèst de San Mecòil
Ninì Riviello
Pu tammùrr e la bann / d’abbasce a Feneìt a la Chiesa Grann / se ne vè San / Mecòil ‘nprecessioun / mènz a le menìnn e a la delegazzioun. / Spoir la battarì! / Accummènz la fèst ca dur trè dì. / Sott a l’allumenazzioun accummènzen u sfùsce la uagnèdd e un uagnoun. / U fum de le marr e de le gnumerèdd / affetèsce tott la stratèdd. / Jnd a la cucìn Cuma Mariètt / spìl trècce e sfrice pulpètt.

 

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balsamo poesie

 

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dont embarras the bureau

01 papa francesco

 

05 sommario

 

07 medico famiglia

 

09 per chi spara obama

02 mandela

 

06 piccolo eden

 

08 perdonateci migranti

 

FAMIGLIA CRISTIANA
Progetto editoriale con Luca Pitoni e Giacomo Traldi
Edizioni Paoline, 2013

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Matera segni immagini relazioni verifiche
Edizioni Antezza, Matera 2011

Matera/oltre la soglia
Nel racconto di Gilles Clément: Le jardin en mouvement l’osservazione di un luogo e la conoscenza scientifica sono attitudini e pensieri che coesistono nella figura di un moderno giardiniere che nella cura del suo giardino sente il desiderio di osservare il mondo al di là dei limiti del suo spazio, verso il paesaggio, la città e altri luoghi lontani. Da questa narrazione si delinea la teoria del “Terzo paesaggio” da parte del noto paesaggista francese che è all’origine del successivo romanzo epistolare: Thomas et le Voyageur.
[...] Questa breve nota mi consente una riflessione che rimanda all’antica definizione di Matera come la Città dei Sassi, la capitale del mondo contadino. La domanda che oggi ci poniamo riguarda l’intangibilità di questa attribuzione di identità alla luce del nuovo secolo e delle grandi innovazioni tecnologiche dell’informazione e della comunicazione. È ancora valido questo slogan oppure c’è bisogno di nuove attribuzioni di senso rivolte piuttosto ad un pluriverso di storie e culture che si incrociano tra loro, si avvicinano e si confrontano a livello globale? La crisi del localismo sembra essere evidente se pensiamo ad una risposta negativa a questa domanda. Perlomeno si aprono dubbi e si valorizzano intuizioni e nuove proposte che certo non mancano. Il Viaggiatore ha così intensificato i suoi viaggi e Thomas ha esteso il suo giardino facendosi aiutare da giardinieri di professione e pur rimanendo nella sua città ha iniziato a leggere gli appunti scritti e a sentire i resoconti delle ricerche sul campo del Viaggiatore. Entrambi hanno scoperto di aver bisogno l’uno dell’altro perché non credono, ad esempio, che un Patrimonio dell’Umanità come Matera sia ancora il luogo prediletto dell’anthropos mentre il pianeta sta cambiando. Il superamento della soglia di quell’idea di città descritta dallo storico dell’architettura Joseph Rykwert è molto probabile che stia avvenendo o è già avvenuto anche attraverso il contributo delle nuove generazioni. Sono certo che tra i tanti segnali di rinnovamento e di apertura culturale (pensando a Peirce e alla metafora del foglio mondo nella modernità), vi sia questa pubblicazione fatta di segni, immagini e parole che esprimono un raro senso di assoluta eccellenza nello scarso panorama creativo dell’editoria di ricerca in Italia. Questo libro realizzato e prodotto in proprio da una industria tipografica ad alta tecnologia come Antezza, è stato ideato e progettato magistralmente da Mauro Bubbico insieme a un gruppo di giovani designer grafici, Giuliano Chimenti, Francesco Piarulli, Ivan Abbattista suoi studenti dipolomati all’Isia di Urbino con una singolare e importante tesi sulla città di Matera. Nelle pagine scorrono le icone delle immagini poste sullo stesso piano temporale, immagini, decontestualizzate e riproposte, messe a confronto in senso diacronico per ironiche o critiche analogie di segni, di memorie calamitate per stare insieme ed essere lette non solo come icone. Sono immagini che fanno pensare a storie che ogni persona ha sedimentato nella mente e il supporto cartaceo del libro si presta ancora una volta a diventare oggetto e luogo permanente di lettura e di riflessione.

— dalla prefazione di Mario Cresci

The book is a portrait of Matera along three generations and it is divided in four chapters: the City, the Inhabitants, the Work, the Culture. The story of the city makes use of already used materials, signs and images of the Basilicata culture, and put them in relationship with the representations of other places. Each of the double pages, open to different readings, boosts the candidature of the city as European Capital of Culture. The volume concludes with a photographic section about the city as it looks like nowadays. At the end, the textual part explains and deepens the choice of the pictures.

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copertina con sovracoperta

 

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La notte dei Cucibocca, edizione 2016
Locandina 35x50, stampa digitale

Questa volta la figura del Cucibocca evoca il cavalier Carritelli (Salamone) cittadino di Montescaglioso di cui narra Rocco Scotellaro a pag. 67 ne L'uva puttanella. Contadini del Sud (Laterza 1964), Scotellaro lo aveva conosciuto da recluso nel carcere di Matera. "Era l'uomo che avrebbe ucciso un suo bambino, dandogli da ingoiare due soldi. E poiché anche il primo bambino era morto improvvisamente fu sospettato dalla moglie e la legge doveva affermare la sua responsabilità".
Nel sottotitolo ho citato nuovamente Scotellaro, "il mondo è vicino da Chicago a qui / sulla montagna scagliosa che pare una prua". La prua richiama la figura del pirata-diavoletto-monachicchio minaccioso mentre il bambino è rappresentato con un disegno disney di Alice nel paese delle meraviglie, per richiamare nuovamente le favole.

 

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EL CAPRO
El Capro falcetto-diavoletto congiunge il carnevale di San Constantino Albanese e il rito del falcetto di San Giorgio Lucano. È la sintesi di tutti i carnevali della Basilicata. Rappresenta il mascheramento dell'azione del mietere: i mietitori si comportano come se l'operazione fosse in realtà una battuta di caccia al capro. Il titolo del manifesto è una strofa della Canzone della Rabata, anonima testimonianza letteraria di dolore e di ribellione, di rampogna e di minaccia.
In testa al capro ci sono un toupet di rose, accessorio tipico del carnevale di Tricarico, e una corona. I simboli della corona e della civetta derivano entrambi da un mio precedente lavoro sull'identità di Gravina in Puglia. La corona è ripresa dai finimenti del cavallo presente nel museo contadino di Gravina mentre la civetta è presente su un vaso greco del museo Ettore Pomarici Santomasi. Le culture agropastorali delle murge sono così tutte idealmente strette in un afflato corale di buon auspicio.

È un canto "aperto", una testimonianza letteraria di dolore e ribellione e come tutte le composizioni popolari nacque con il contributo di più persone che in comune avevano le esperienze di miseria e l'aspirazione ad una vita migliore. È un canto di lotta che parla delle condizioni dei contadini della Rabata.La canzone della Rabata nacque una sera in un gruppo di contadini, fra cui Rocco Tammone, Giuseppe Cetati, Giuseppe Paradiso, presente Rocco Scotellaro, che collaborò in una misura non precisabile all'elaborazione della canzone).
Ernesto De Martino, Furore Simbolo Valore, Il Saggiatore

Canzone della Rabata

La Rabatana è tutta ruvinata
andiamo facendo sempre frate o frate.
Promettono le strade e le latrine
poi fanno le chiazzette e l’assassine.

Adda fernesce sta cuccagne
e se nun ce vulite sta
le mazzate hann’a’ cammina.
Ce chiammeno zulù e beduine
ca nuie mangiamme assieme a le galline.

Int’a’ Rabata nun ce so signure
nun c’è né Turati né Santoro.
Nuie simme a’mamma d’a bellezza
nun simme né trifugghie e neanche avezza.

Voi che fate l'intelligente
non capite proprio niente.
Se nun fosse pe’ li cafoni
ve mangiassive li cuglioni.

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cucibocca sposi muro

 

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In one of the more mysterious nights in the year, the eve of the Epiphany, a series of rites and traditions relives in some Italian villages and small communities, well set in the ancestral memory of the rural world. Disappeared during the Nineties, the tradition of the Cucibocca, came back to new life in the town of Montescaglioso, and nowadays it is followed and supported, thanks to the effort of informal groups, associations, citizens. The Cucibocca is a holiday for children and it has the purpose, among the peasantry, to deal with the fear of the youngest, such as the children's literature do. Since 1999 I've produced for this cultural event 18 posters.

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LA MUSICA È L'ARTE DEL TEMPO CHE PASSA*
Progetto grafico Mauro Bubbico e Giulia Cordin, fotografie di Alfredo Chiarappa.
Circa 250 pagine stampate e allestite da Antezza Tipografi.

Il 'sistema Abreu', messo a punto in Venezuela quaranta anni fa per strappare i giovani dalla miseria materiale e spirituale, non ha mai preso piede in Italia perché da noi, fin dal dopoguerra, lo stesso ruolo sociale per le orchestre bandistiche è stato svolto dalle scuole di musica. È ciò che ha sostenuto il presidente dell’Anbima Gianpaolo Lazzeri nel suo intervento alla presentazione del libro dedicato ai dieci anni dell’Orchestra giovanile di fiati del Friuli.
Quello delle bande musicali è un patrimonio e una realtà culturale viva, presente in modo capillare dal profondo nord al profondo sud del territorio nazionale, che coinvolge un pubblico di appassionati anziani e giovani di tutte le fasce sociali, spesso esclusi dalla cultura ufficiale, dall’uso dei social, ma più coinvolti da occasioni di ascolto legate a una ricorrenza pubblica come una festa patronale o un rito religioso.
"Si à di dî di sì di dì" è un tipico proverbio friulano. Tradotto significa: bisogna dire di sì al giorno. Benvenuto nuovo giorno.
Un grazie di cuore a Marco Somadossi e Moro Pasquale che hanno creduto nel progetto del libro e in noi.

*Il titolo è di Gaetano Santangelo, direttore della rivista "Amadeus", e parla della differenza della musica dalle altre arti come anche la grafica che pure può avere un tempo breve ma mai brevissimo, astratto e impalpabile come la musica.

Si à di dî di sì di dì. Ten years of music together
"Si à di dî di sì di dì" is an old Friulian proverb. Translated, it means: it should be said yes to the day. Welcome to the new day.

This book tells of ten years of summer camps of the young Friulian marching band. The marching bands are an alive cultural reality, spread all over the country, involving an audience of young and old fans from all the social classes, often out of the official culture, out of the social network, but enthusiastic participants of public occasions of listening, often related to a public celebration such as a religious rite.

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ceramic

 

BIGIÙ
Ceramic Jewellery. Gioielli ceramici
a cura di Enzo Biffi Gentili
Associazione di cultura ceramica L’isola di Samo
2016, Vietri sul Mare

La ceramica d’arte campana è da sempre illustre. Basti citare almeno tre storiche tappe: nel IV secolo a.C. sbocciarono a Capua e a Cuma forme vascolari a figure rosse; nel XVIII d.C. si fondò a Napoli la Real Fabbrica di porcellana di Capodimonte; nel XX secolo a Vietri sul Mare Guido Gambone fu protagonista di un’innovazione basata sulla tradizione di assoluto e riconosciuto valore e impatto internazionale. E internazionale e innovativa torna a essere la manifestazione vietrese Viaggio attraverso la ceramica, mettendo in vetrina manufatti particolari, splendidi gioielli ceramici da intendersi anche come accessori di quella moda che rappresenta un vertice estetico ed economico del Made in Italy. Non un azzardo, ma una scelta convinta che allarga gli orizzonti progettuali e commerciali della ceramica vietrese, pur nella fedeltà alla sua grande qualità tecnica e materiale.

1. Bigiù, trip through the pottery
2. Sileni and Syrens, pottery competition
In Vietri sul Mare (Campania) exists a long pottery tradition, nowadays in crisis. My effort to enhance this huge heritage of workshops and skillful craftsmen.

isoladisamo

 

falcone scolpire erotismo

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SANSAVENIR
libro bianco su Taranto
Alessandro Busi, Federico Conti Picamus, Maria Roberta Cramarossa, Giorgio Fanecco, Riccardo Zecchini, Tommaso Zennaro

Isia Urbino
Prof. Mauro Bubbico
Fotografie di Pierangelo Laterza
Giugno 2013

cargocollective.com/pierangelolaterza/Sansavenir-libro-bianco-su-Taranto

food for art cartolina

 

idea poster simboli

I-DEA

Progetto pilastro del programma culturale di Matera 2019, l’I-DEA è concepito come archivio degli archivi e delle collezioni,
una istituzione pubblica finalizzata alla ricerca e alla rappresentazione della ricca storia antropologica e culturale della regione Basilicata mediante mostre, performance, programmi di ricerca e una piattaforma digitale online.
Per confrontare e condividere pratiche utili a mettere a punto l’avvio e l’implementazione del progetto, la Fondazione Matera Basilicata 2019 e il DiCEM – Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo dell’Università degli Studi della Basilicata organizzano la conferenza internazionale “Food for Art – Archivi come nutrimento per le comunità creative del 2019”. Il programma si articola in 4 sessioni: gli archivi, un bene comune da condividere: questioni di etica, accessibilità, fruibilità; antropologia e archivi; pratiche artistiche e archivi; archivi e musei del terzo millennio. Il convegno sarà arricchito da performances, proiezioni e workshop.

One of the pillar projects of the Matera 2019 cultural program is I–DEA, conceived as an “archive of archives and collections”, a public institution devoted to the investigation and representation of the rich cultural and anthropological history of the Basilicata region through exhibitions, performances, research programs and an online digital platform. To draw inspiration, compare and share useful practices and know-how to launch and implement the I–DEA project, the Matera Basilicata 2019 Foundation and the DiCEM (Department of European Cultures and of the Mediterranean) of the University of Basilicata have organized the “Food for Art – Archives as a driver for 2019 creative communities” international conference, that will be held on 11th-12th September 2017 at the Casa Cava in Matera.
The international conference program will be divided into four sessions: archives, a common good to be shared: ethics, accessibility, usability; anthropology and archives; artistic practices and archives; archives and museums of the third millennium. The conference will also be enriched by performances, screenings and workshops.

photo: La cura, Mario Cresci

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ENZO RAGAZZINI
Dimentica l’arco, dimentica le frecce, dimentica il bersaglio e succederanno cose meravigliose
Claudia Fandoli, Alessio Macrì, Andrea Tolosano

Isia Urbino, Diploma accademico di secondo livello
Grafica dei Sistemi
Anno 2012–13
Corso Progettazione grafica
Docente Mauro Bubbico, tutor Andrea Innocenti

www.behance.net/gallery/Enzo-Ragazzini-Monograph/11997929

a chi sono io

 

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garba2004

 

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cover squarcio sublime

MERIDIANO
lo squarcio sublime tra il sensibile e l'intelligibile
Francesco Del Rosso

Isia Urbino, Diploma accademico di secondo livello
Grafica dei sistemi
Relatore Mauro Bubbico
Anno 2016

behance.net/francescodelrosso

cresci fotografia no 1

MARIO CRESCI. LA FOTOGRAFIA DEL NO
10 febbraio / 17 aprile 2017

Il circuito Acamm (Aliano, Castronuovo Sant' Andrea, Moliterno e Montemurro) rende omaggio a Mario Cresci, una delle voci più interessanti della ricerca fotografica italiana, esponendo, in contemporanea, nei presidi culturali dei quattro paesi, un gruppo di opere provenienti dalle indagini portate avanti negli ultimi 50 anni, compresi quelli spesi in Basilicata tra il 1964 e il 1988, lavorando sui concetti di territorio, memoria e archivio mai disgiunti dai problemi dei vari linguaggi espressivi e della sua visione.

cresci fotografia no 2

Cosa intendi per "fotografia del no", titolo che hai scelto per la mostra alla GAMeC di Bergamo?
Essere dentro "La fotografia del no" significa per me prendere le distanze da un post-pittorialismo fotografico che, tutt’oggi, mescola immagini, segni e post-produzione digitale, ai fini di una affabulazione visiva e forme di spettacolarizzazione. Mi interessa di più aprire aree di riflessione teorica sulle nuove generazioni di artisti, per capire le loro tematiche, per iniziare nuove esperienze, per ribadire ogni volta un no a una fotografia passiva e solo "retinica", a fronte di una fotografia aperta, a un guardare le cose dentro, piuttosto che al loro esterno. Da qui la necessità di avvicinarmi maggiormente al mondo dell'arte piuttosto che al mondo della fotografia.
Mario Cresci su Doppiozero.com

1 MU anteprima

 

3 E

 

conocchie

2 S

 

4 lettera O

 

Conocchie con figure antropomorfa e zoomorfa, legno
(anno tra 1820 e 1950, Museo Ridola Matera)
La conocchia o la rocca era fra gli oggetti che il pastore lavorava a punta di coltello con particolare predilezione, perché di regola, veniva da lui offerto in dono alla sposa. Dal punto di vista simbolico la conocchia è connessa al lavoro femminile, quale emblema di vita laboriosa e casta. Alla conocchia sonora può essere attribuita una funzione di "controllo" sul lavoro: il movimento dei sassolini, pallini, legumi secchi o altro, contenuti nel rigonfiamento, determina una sorta di scansione ritmica che accompagna il lavoro e impedisce di tralasciarlo. È stato ipotizzato anche un originario scopo di carattere magico: il suono doveva servire per tenere lontani gli spiriti maligni per "tener desta la donna che addormentandosi, potrebbe essere allettata dalle fate".

MUSEO PER UN GIORNO
I Sassi, la memoria e la città. Viaggio alla ricerca del futuro
Matera, Quartiere Serra / venerdì 6 febbraio 2016 
a cura di Marta Ragozzino, direttore Polo museale regionale della Basilicata
foto di Peppino Maino
 
 
invito cultura contadina

cecilia soli neri

 

Omaggio, prestito, furto?
Manifesto per l'inaugurazione del centro per la creatività Cecilia
Tito (Pz), 2011

Il sole. Rappresentazione grafica nella storia delle arti e delle culture

 

 

inteatro polverigi

soli arci sassi bw

 

Dopo la pioggia viene il sereno,
brilla in cielo l’arcobaleno:
è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.
— da "Dopo la pioggia" di Gianni Rodari

Gianni Sassi, assemblea nazionale costitutiva Arci Ragazzi, 1984

parco comune dei frutti minori

chi semina utopia

cartella biografica

 

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ragazze mostra

 

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HANKERCHIEF
Rivista di approfondimento e sensibilizzazione sul tema dell'omofobia, della transfobia e dell'identità sessuale
Francesco Barbaro, Giulia Cordin, Giacomo Delfini, Alessandro Piacente e Lorenzo Toso

Isia Urbino, Corso di Diploma accademico di secondo livello
Grafica dei Sistemi
2° anno specialistica Editoria 2014–15
Corso Progettazione grafica
Docente Mauro Bubbico
In collaborazione con Motola snc, Montescaglioso (Mt); Miulli Associati; CTS Grafica

http://handkerchiefmagazine.tumblr.com

 

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Poster per Icograda Design Week, Torino 2008. Aiap

 

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Modello di carta per "disegnare" con punto croce

 

4 segni di pio

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SIGNS: la grafica italiana in mostra
Base Milano
9 novembre – 20 dicembre 2016

24 protagonisti del design della comunicazione a rappresentare uno spaccato dello stato della grafica italiana, nella mostra SIGNS a cura di Francesco Dondina negli spazi di Base Milano, ha offerto una panoramica che non si limitava ad ambiti o temi specifici, ma abbracciava tutti i settori progettuali, dalla corporate identity all’editoria, dall’exhibition design all’advertising e al packaging, senza dimenticare il web e l’information design.
Figure più conosciute nel campo della grafica si sono alternate in mostra a nuovi talenti: nello spazio espositivo è stata presentata una selezione di lavori di Alizarina, Stefano Asili, Mauro Bubbico, Ginette Caron, Cristina Chiappini, Gianluigi Colin, Pietro Corraini, Artemio Croatto/Designwork, Studio FM, Michele Galluzzo, Italo Lupi, Gianni Latino, Leftloft, Giuseppe Mastromatteo, Armando Milani, Maurizio Milani, Obelo, Origoni/Steiner, Federico Pepe, Mario Piazza, Massimo Pitis, Luca Pitoni, Guido Scarabottolo, Leonardo Sonnoli.

 

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Il borgo rurale della Martella sorto degli anni cinquanta a 7 km da Matera, progettato da un gruppo di intellettuali e architetti, fu un inedito esempio di pianificazione urbanistica nell’Italia di allora in cui spesso gli urbanisti ignoravano l’esistenza della sociologia. La Martella fu il primo intervento coordinato di più enti, la prima iniziativa edilizia del dopoguerra che affrontò il problema della casa insieme a quello del lavoro e dell’educazione sociale. Rifiutando un metodo di lavoro basato sull’astrazione, “gli urbanisti non pensarono di realizzare il loro sogno di città ideale e di fronte al problema di dover costruire un organismo che ospitasse una parte dei contadini sfollati dai Sassi di Matera, hanno cominciato il loro lavoro dallo studio dei limiti reali di questo problema. Prima di raccogliere dati, sono entrati in contatto sensibile, diretto, con la città, con i Sassi, con i contadini per i quali avrebbero dovuto costruire.” (Giancarlo De Carlo).
Modello della Martella furono quei vicoli scoscesi dei Sassi, quel “disordine inumano… come l’intrico di una vegetazione selvaggia, si rivela” agli studiosi “un ordine umanissimo” che si riflette nella vita dei Sassi organizzata secondo “una struttura di legami primari, socialmente e topograficamente individuati e circoscritti, che la suddividono in tante unità di vicinato, esattamente come un tessuto organico è diviso e al tempo stesso costruito in cellule. […] a chi la voglia conoscere onestamente questa schiva città scopre poco a poco il suo volto umano; e quello ch’era sembrato un disordine inetto, un disfatto abbandono, si manifesta come un altro ordine, un ordine diverso dal nostro e tuttavia civile.” (Federico Gorio)
Questi sono solo dei brevi estratti da due articoli che Casabella (n. 200 febbraio-marzo 1954) dedicò al “Villaggio della Martella” che ben descrivono l’idea e lo spirito corale che animarono la costruzione del borgo. A distanza di più di mezzo secolo come è finito quel sogno e come stanno realmente le cose? È quello che cercheremo di capire per raccontarlo con gli strumenti della comunicazione visiva.

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LA NOTTE DEI MUSEI
Polo Museale Regionale della Basilicata
20 maggio 2017

Reliquiari a braccio di S. Eustachio e di S. Biagio, metà XV sec., Palazzo Lanfranchi, Matera.
Il reliquiario è una custodia di forma e materiale diverso, generalmente prezioso, per conservare ed esporre le reliquie. Reliquia, avanzo, resto. Infatti le reliquie sono i resti mortali dei santi o anche gli oggetti a loro collegati, come strumenti di martirio, abiti, utensili, compreso tutto ciò che la tradizione cristiana riferisce a Maria Vergine o alla vita, morte e risurrezione di Gesù Cristo.
Reliquiario a braccio: tipologia di contenitore per reliquie, a forma del braccio con la mano, molto diffuso sia in Italia sia in Europa. La mano può essere aperta oppure in atto di benedire o di tenere la palma del martirio o un oggetto simbolico, attributo del santo a cui si riferisce. Il braccio è in genere raffigurato con una manica o con un bracciale d'armatura, nel caso di santi cavalieri.

Museums as cultural houses, opening their doors even out of the usual visiting time, for a full immersion with shared activities: from music to creative workshops, from narration of the expositions to the photography. It is not a case that the Reliquary Arms of Saint Eustace and Saint Blase (second half of the 15th century) have been chosen as guide image of the event.

musei aperti corretto

 

LA NOTTE DEI MUSEI
Open night. Insieme fuori orario
Polo Museale Regionale della Basilicata
21 maggio 2016

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MODELLI, COMPORTAMENTI E LINGUAGGI DI CONTRASTO CULTURALE ALLE MAFIE
Massimiliano Vitti, Chiara Spallotta, Saverio Rociola, Francesco Delrosso, Tommaso Lodi

Isia Urbino, Corso di Diploma accademico di secondo livello
Grafica dei Sistemi
2° anno specialistica Editoria 2013–14
Corso Progettazione grafica
Docente Mauro Bubbico

cargocollective.com

 

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cartello stradale forno

 

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L'ITALIA È UNA REPUBBLICA FONDATA SUL BENE COMUNE
Manifesto per "Progetti / Confronti / Incontri. 34 designer interpretano il PCI"
Mostra a cura di Bruno Magno e Stefano Rovai
Avanti popolo, il PCI nella storia d'Italia. Roma 14 gennaio / 6 febbraio, Casa dell'Architettura

Trentaquattro designer italiani interpretano in termini grafici e visivi l'idea del Partito Comunista Italiano oggi. Trentaquattro autori che si distinguono, oltre che per l'ovvia soggettività di ciascuno, anche per i dati anagrafici: due generazioni a confronto su un tema forte rilievo storico e sociale per il nostro paese.

DALL'OCCUPAZIONE DELLE TERRE ALL'IMMIGRAZIONE
Manifesto  in occasione della mostra e del convegno "Dall'occupazione delle terre all'emigrazione" a 50 anni dalla riforma agraria in Italia. Febbraio 2000, Kreuzilgen e San Gallo, Svizzera.

Sulla strada dove, all'alba di un giorno nuovo, a mezzo del suo cammino di redenzione, era caduto Giuseppe Novello durante i fatti di Montescaglioso del dicembre 1949, in cui i contadini in sciopero per la conquista della terra subirono la carica della polizia scelbiana. Novello fu colpito durante la manifestazione notturna sotto il palazzo comunale, trasportato all'ospedale civile di Matera, vi morì tre giorni dopo. Ma Scotellaro collocò il suo letto di morte sulla strada:
È caduto Novello sulla strada all’alba, / a quel punto si domina la campagna, / a quell’ora si è / padroni del tempo che viene, / il mondo è vicino da Chicago a qui / sulla montagna scagliosa che pare una prua, / una vecchia prua emersa / che ha lungamente sfaldato le onde. // Cammina il paese tra le nubi, cammina / Sulla strada dove un uomo si è piantato al timone, / dall’alba quando rimonta sui rami / la foglia perenne in primavera.

Giovanni Battista Bronzini, L'universo contadino e l'immaginario poetico di Rocco Scotellaro, Edizioni Dedalo, 1987

 

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IL TRAMONTO DELLE UTOPIE
Conferenza di Massimo Cacciari
Matera, Palazzo Lanfranchi, giugno 2016
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foto: Pierangelo Laterza
committente: associazione Basilicata 1799 / Festival Città delle 100 scale

La scena di Utopia e il suo tramonto.
Sulla scena di Utopia si riflettono, portati al limite – e dunque con la massima chiarezza – i problemi, anzi le aporie, connessi al rapporto tra le potenze decisive del Moderno. Innanzitutto, tra “forma-Stato”, centaurico paradosso del ‘dio mortale’, da un lato, e “forma-progetto”, come carattere di tutte le attività che vi hanno luogo, dall'altro; tra “ethos” in quanto capacità di abitare, di soggiornare, di possedere radice terranea, da un lato, e “discioglimento”, ‘assolutizzazione’ di potere e sapere da tutti gli "idola" della tradizione, della storia, della casa avvertiti come fonte perenne di conflittualità, immanente pericolo di anarchia, dall’altro.
Infine, tra il connubio di sapere e potere, presentato addirittura come fondamento di una nuova Terrasanta, da un lato, e quell’istanza insopprimibile a tutto oltrepassare, a tutto superare, alla de-localizzazione, che è connessa all’esperienza scientifica dei moderni "monstratores", dall’altro.
Insomma, tra volontà-di-durata del potere e volontà-di-critica del sapere, tra queste decisive potenze costitutivamente conflittuali, quale armonia può darsi se non quella che s’immagina in Utopia? O ancora: può darsi soluzione a questa molteplicità di conflitti o il tramonto dell’Utopia non sta a significare altro che soluzione, appunto, può trovarsi soltanto in Nessun-Luogo?

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La festa patronale è sicuramente l’occasione pubblica più partecipata per una comunità. È tra le pratiche culturali più ricche di significati simbolici e mitici, serve ad una rivisitazione comunitaria delle origini, agli abitanti di un luogo per rinnovare il contratto di appartenenza con la propria comunità. Non è un caso che le feste patronali si svolgono soprattutto in estate quando gli emigranti, approfittando delle ferie, fanno ritorno al paese per riconnettersi con le proprie origini e ricongiungersi con i parenti.
Le processioni in particolare permettono la ricostruzione dell'identità degli individui del gruppo.
Spesso il fine è quello propiziatorio per i raccolti, come risultante della cristianizzazione dei riti pagani legati alla fertilità, o di richiesta di protezione dalle malattie e dal pericolo di eventi naturali negativi.

The Patron Saint's festival is surely the most shared public event for a community. It is one of the cultural practices among the richest in symbolic and mythic significance. It is needed for a communal revisiting of the origins: the in habitants renew their contract of belonging to the community. It is not a case that the Patron Saint's festivals occur almost in the Summer, when emigrants, during holidays, come back to the village to reconnect with their own origins and rejoin the family.

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TYPEWRITER DRAWING
Calendario Intema 2012

Illustrazioni Stefania Lusini
Testi e grafica Mauro Bubbico

www.stefanialusini.com

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VIS MUSICAE

Comune di Taverna
Vis Musicae - The sound park between the two seas, International show of the Musical and environmental heritage of Mediterranean Sea. The idea of a cultural event along four days, where poetry, music, art, literature, gastronomy coexist. Every year Vis Musicae proposes different and fascinating realities, new cultures and worlds, often unknown, the solidarity and the attention toward the civil society make the event noble and relevant.

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ATTRAVERSO LA CITTÀ – LA VIA DEL SOLE

La via del Sole è un stato un tour che ha portato il visitatore a scoprire i processi che hanno animato il workshop. Il visitatore ha vissuto l'esperienza di auto-costruzione, secondo i principi della struttura open, per entrare consapevolmente nella Cava del Sole e tracciare la strada che porterà e andrà oltre gli obiettivi del 2019.

In October 17th, 2014 Matera was chosen as European Capital of Culture for 2019. The theme of the application is Open Future. The two cornerstones of the project are the Open Design School and the I-DEA, the Institute of Demo-Ethno-Anthropology. The first intensive workshop for the implementation of the Open Design School took place in Matera in 2016 from September 1st to The objective was that of developing the concept of a highly innovative performance space inside an 18th century quarry – this space will host a portion of the activities for Matera 2019 – and to contribute to the design and planning of the Open Design School.
Through the City La via del sole
It has been a tour that has brought the visitor into the processes that enlivened the workshop. The visitor has lived the experience of the self-construction, according to the principles of open structure, to enter aware in the Cava del Sole to trace the route that will lead to – and go beyond – the ambitious goals of 2019.

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DESIGN IN MINIATURA
Andrea Tolosano

Isia Urbino, Diploma accademico di secondo livello
Grafica dei Sistemi
Relatore Mauro Bubbico
Anno 2015

www.behance.net/gallery/26804575/Design-in-miniature


The Master degree’s thesis aims to answer these questions by investigating the complexity of this many-sided practice, often erroneously regarded as a form of «minor art» in the official graphic design literature. Inside the editorial project the tremendous philatelic collections of three different postal authorities — Royal Mail, Dutch PTT and Italian Post — are analyzed highlighting the different but sometimes divergent design approaches. The book itself can be considered as a sort of stamp album, as a matter of fact all the postage stamps are accurately reproduced in their real dimensions, with additional sketches, drawings and the direct thoughts from designers, authors and historians, essential to understand the huge work behind the practice of designing postage stamps.

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Domus MBubbico PLaterza 800px 05

Domus n. 867, febbraio 2004. Diagramma di produzione

 

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ISABELLA&DIEGO
Carnevale di Valsinni, Mt, 2010
Amor è seme d’ogni cosa buona, è quel ch’a nullo amato amar perdona

Male il mondo sopporta l’amore che da sempre non conosce altra gola che il cercarsi e in sé perdersi. Al di là della meschina copertura rituale dell’ordine e dell’onore, l’odio si alimenta della paura e della mancanza, dell’invidia che sempre si nasconde nell’animo di chi non sa amare. Era una storia del cinquecento, là dove un castello arroccato tra le selve d’Italia meridionale si ergeva come prigione e oscuro simbolo di potere.
È l’eterna storia del contrasto d’amore che ostacolano, represso e ucciso, rinasce nella memoria. Era ed è vicenda di pœti, folletti di un mondo disprezzato o compatito dai più. Isabella Morra e Diego Salvadoval de Castro del loro amore vissero e del loro amore morirono per esistere eternamente come storia d’amore e di poesia.

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Studenti fuori sede, cartolina da Urbino

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MAURO BUBBICO, 
NON SERVONO LE PAROLE, NON SERVONO LE IMMAGINI
di Mario Piazza

Questa è la prima mostra di Mauro Bubbico, nel senso che è la prima dedicata interamente al suo lavoro. E infatti è stata spostata di un anno (si doveva fare nel 2015, si fa nel 2016) per i necessari rimuginamenti. È una lotta col tempo, non quello frenetico delle città aperte 24ore su 24, no è il tempo insondabile della natura, della semina e della maturazione. È il tempo che aumenta il tempo, crea improvvisi cunei di pensieri che hanno però la tenace concretezza nel momento 
in cui ti sembra di essere vicino alla meta, di far capire che essa è ancora troppo lontana. Maturerà il prossimo anno. Gli oggetti hanno il loro posto, gli ulivi hanno dato i frutti e le fascine ardono nel camino.
La frenesia del fare è tutta nella testa. La mente è antica, è organizzata con 
adatte stanze medievali, stiva le memorie e le mette a servizio. Ogni stanza ha un ingresso e una uscita, ma ogni uscita è un ingresso e ogni ingresso è un’uscita. Nulla si deposita, nulla si dimentica, tutto è a disposizione. Se non si capisce il tempo del fare, non si comprende il mestiere di Bubbico. Non si coglie la stasi, l’attardarsi mesto di fronte al tramonto, né si può interpretare il brulichio, i tizzoni ardenti sotto la cenere. La flemma nasconde la passione, che non è mai impeto, scompostezza, è invece misura, lettura, riappropriazione.

Quattro titoli per una esposizione.
Invio per la mostra alcune proposte di titolo e attendo.
1 Mauro Bubbico. La lezione lucana
2 Mauro Bubbico. Verifiche, un’antologia
3 Mauro Bubbico. Raffiche di grandine
4 Mauro Bubbico. Con la cicala nel petto

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FREEDOM MANIFESTO
Humanity on the move / Umanità in movimento

Museo Centrale Montemartini di Roma
28 settembre – 31 dicembre 2017
Mostra a cura di Fulvio Caldarelli, Armando Milani, Maurizio Rossi

“Il manifesto storico – con tutte le sue appendici tardo-moderne e post-moderne – è stato lo strumento di persuasione o dissuasione di soggetti sociali individuati nel loro ruolo politico e professionale. Ora dovrebbe aprirsi la fase di una comunicazione attenta alla vocazione delle persone, al senso rimosso della vita vissuta piuttosto che alla professione alla quale essa stessa ci costringe”. (Alberto Abruzzese)

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FESTIVAL CITTÀ DELLE 100 SCALE
Rassegna internazionale di danza urbana e arti performative nei paesaggi urbani

Il festival è uno dei più importanti appuntamenti regionali di teatro e danza e si svolge nella città di Potenza, una città “verticale”, il capoluogo di regione più alto d’Italia. Potenza sorge lungo una dorsale appenninica nella valle del fiume Basento: i numerosi sali e scendi, le scale e le scalinate, i ponti e i viadotti creano quasi molteplici città nella città, collegano funzionalmente la parte bassa con quella alta e viceversa. Alla fisicità volumetrica degli spazi e alle scale, elemento comunicativo di identità dell'intero universo cittadino, sono ispirate le lettere che compongono per contrasto la parola Pre(x)arietà.

International show of urban dance and performing arts into the city landscapes.
The festival is one of the most important regional meetings of Theatre and dance and it takes place in the city of Potenza, the highest regional capital in Italy, a "vertical" city built along the Appenines in the valley of the Basento River. The numerous ups and downs, the steps and the staircases, the bridges and the viaducts create almost various cities in the city, and functionally they connect the upper and the lower city. The lettering of the word Pre(x)arietà (Precariousness) is inspired, by contrast, to the volumetric physicality of the spaces and to the steps, communicative element of identity of the whole city universe.

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Mauro Bubbico

largo Porta Schiavone 9
75024 Montescaglioso, Matera
tel 0835 208671
mob 349 6683937
bubbicomv@gmail.com

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Magazzini della grafica

È nato a Montescaglioso (Matera), dove vive e lavora dal 1986 come grafico. Si è diplomato al corso di scenografia all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove ha lavorato come grafico progettista free-lance e illustratore presso agenzie e studi grafici. In seguito ha collaborato a Matera con Mario Cresci. Dal 1999 al 2006 è stato consigliere Aiap. È stato docente del Laboratorio di progettazione grafica alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari e dal 2007 è docente all’Isia di Urbino, dove insegna Progettazione grafica alla Specialistica in Grafica dei sistemi per l’editoria e Tipografia alla Specialistica in Illustrazione. Tra i campi di intervento privilegia il design finalizzato all’educazione ambientale e sociale. Nel corso degli anni i suoi interessi, le ricerche sui luoghi e suoi abitanti lo hanno portato alla definizione di un linguaggio grafico efficace e contemporaneo, adatto a raccontarli e a valorizzarli per favorirne lo sviluppo umano, economico e culturale. 

Mauro Bubbico was born in Montescaglioso (Italy), where he lives and works since 1986 as graphic designer. He studied Scenography at Accademia delle Belle Arti in Florence, where he started to work as freelance designer and illustrator for agencies and design studios. Later he worked in Matera with Mario Cresci. From 1999 to 2006 he has been counsellor of Aiap (Italian association of graphic designers). He taught at Politecnico di Bari and since 2007 he teaches at Isia Urbino Master degree courses.
His favourite fields concern design for social and environmental aims. His interests and research about connections between places and people have brought him to the definition of an effective and contemporary graphic language, appropriate to narrate and enhance them in order to favour their human, economic and social development.

Exhibitions
1998, Segno Alfabeto Scritture Linguaggi. Aiap Adi Smau – Milano, Roma, Matera, Andria (Ba)
2005, The Design of Dissent. School of Visual Arts – New York
2006, Le Reliquie di SottoSpirito. Aiap – Milano
2008, Icograda Design Week Torino Multiverso
2009, Design Museum Triennale. Spaghetti Grafica 2. Contemporary Italian Graphic Design – Milano
2010, “Finestre sull’Italia. Manifesti italiani dopo il 1990” a cura di Mario Piazza, Flora Bianchesi e Jochen Oor. Affiche Museum, Grote Oost 2- 4 1621 BW – Hoorn (Olanda)
2010, Graphic Intervention: 25 Years AIDS Awareness Posters 1985-2010. Stephen D.Paine Gallery Massachusettes College of Art Design Boston
2011, Avanti popolo. Il PCI nella storia d’Italia. Progetti/Confronti/Incontri. 34 designer interpretano il PCI” – Roma
2011, “Il futuro nelle mani: artieri domani” a cura di Enzo Biffi Gentili. Officine Grandi Riparazioni – Torino
2012, Triennale Design Museum. TDM 5 Grafica Italiana – Milano
2016, “Mauro Bubbico. Con la cicala nel petto” a cura di Mario Piazza – Civitanova Marche /An)
2016, SIGNS: la grafica italiana in mostra, BASE – Milano
2017, Triennale Design Museum 10. Giro Giro Tondo. Design for Children – Milano